venerdì 9 gennaio 2009

INSEGNAMENTI DI YOGA PER BAMBINI - PARMA 21 FEBBRAIO



INSEGNAMENTI DI YOGA PER BAMBINI

Con Didi Ananda Paramita

LO YOGA DAGLI O AI 6 ANNI: COME E PERCHE' FARE YOGA COI BAMBINI PICCOLISSIMI

APNU ( Associazione per il Neo Umanesimo)

Sabato 21 febbraio 2009

ore 9.30 -12.30

14 - 18,30

Parma- New Center Gym

Via Lanfranco 15/a








PARTECIPAZIONE CON PRENOTAZIONE da effettuare entro il 10 febbraio versando 30 euro sul cc postale di APNU . Costo del seminario 60 euro.

Sono rimasti pochissimi posti , si consiglia di prenotare al più presto e mandare email di avvenuta prenotazione. In caso di mancata partecipazione la quota di prenotazione non sarà rimborsata.


Per il pagamento della pre-iscrizione

cc postale APNU-

IBAN: IT52M0760112700000062568449

SPECIFICARE NELLA CAUSALE: INSEGNAMENTI YOGA BAMBINI-PARMA


http://www.apnu.net/yogaperbambinihtml.html

email : didi chiocciola apnu.net


martedì 6 gennaio 2009

YOGA E CRISTIANESIMO - ARTICOLO "LA REPUBBLICA"




In fondo inginocchiarsi a mani giunte è una specie di asana, una posizione yoga. «I cristiani da sempre pregano col corpo, mi stupisco di chi si stupisce». Da 42 anni Eros Selvanizza insegna yoga anche a suore e monaci. «Alcuni hanno maturato un' esperienza notevole, ma preferiscono non farlo sapere. Non è che se ne vergognino: non hanno capito se per la Chiesa è bene o male».

Per il presidente della Federazione Italiana Yoga è giunta l' ora della chiarezza: «Scopriamo le carte. Teologi e yogi, parliamoci e rendiamo trasparente un rapporto che esiste da decenni, ufficialmente sospettato, ufficiosamente tollerato». è un contropiede.
Nella Chiesa di Ratzinger sembra maturare l' atteggiamento opposto: basta col sincretismo fra spiritualità cristiana e meditazione orientale che affascina i credenti e perfino i religiosi. Yogi in tonaca che nel segreto dei conventi incrociano le gambe nel padmasana.
«Non chiedo che fede hanno i miei allievi», racconta la docente Silvia Del Col, «ma so cosa insegnare a chi prega otto ore in ginocchio». Si pratica l' autodisciplina del corpo in luoghi sacri e illustri, alla Verna, all' eremo di Camaldoli (una tre-giorni su Lectio divina e Yoga) tra i missionari del Pime come nel quartier generale gesuita di Milano, il Centro San Fedele, che ha appena varato anche un corso di Tai-Chi. E qualche antenna si drizza.

Ieri Avvenire, quotidiano dei vescovi, ha dedicato una pagina al dilemma dello «yoga cristiano». Voci pro e contro, toni equilibrati, ma conclusioni severe affidate all' antropologo Massimo Introvigne: «Non confondiamo lo yoga con gli esercizi spirituali di Ignazio di Loyola». Non è un anatema, ma il problema viene fatto uscire dal silenzio dove era finito dopo «ruvide» polemiche. «Ho sollevato io il polverone», rivendica sorridendo padre Davide Magni del San Fedele, sostenitore delle tecniche di meditazione. Qualche mese fa il suo articolo su Popoli, rivista gesuita, aveva un titolo volutamente provocatorio: Esiste uno yoga cristiano?
«Ovviamente no, sarebbe come dire che esiste un "football cristiano" solo perché in ogni oratorio c' è un campo di calcio. Ma certo esiste uno "yoga per i cristiani"». Una disciplina del corpo che predispone all' incontro con Dio. «Il rosario, con le sue ripetizioni che somigliano ai mantra indu, è una hesychia, una tecnica per armonizzare alla preghiera il respiro, il battito del cuore. Non c' è preghiera cristiana che non abbia la misura dei ritmi del corpo». «Allora lo chiamino training autogeno», protesta il professor Giuseppe Ferrari, segretario del Gris, organismo ecclesiale che tiene d' occhio le nuove religioni e le sette.

«Lo yoga è intrecciato alla religione induista, non può essere inculturato senza rischi nel cristianesimo». Per il Gris, la diffusione dello "yoga cristiano" è solo una variante delle sirene new-age. «In questi anni», rivela, «è stato necessario richiamare all' ordine alcune comunità che si erano spinte troppo avanti: cercando di 'avvicinarsi ai lontani' si allontanavano dai vicini». Eppure un' eresia yoga non è ancora stata messa all' indice. Il problema sta forse qui: nell' indecisione dottrinale.

Il testo fondatore del sincretismo, Yoga per i cristiani del monaco francese Jean-Marie Déchanet, ottenne l' imprimatur nel 1956, in era preconciliare. Ma l' unico documento vaticano sulla questione è tuttora l' Orationis formas del 1989, firmata dall' allora cardinale Ratzinger: un esercizio di grande equilibrio tra il «desiderio di imparare a pregare» e il pericolo di «autosufficienza» delle tecniche orientali, creatrici di «sensazioni di quiete» che potrebbero far dimenticare che la preghiera è pur sempre dialogo con un Altro.
Un passaggio però incoraggia gli yogi di Cristo: «pratiche di meditazione provenienti dall' Oriente <...& possono costituire un mezzo adatto per aiutare l' orante a stare davanti a Dio interiormente disteso». Ma le pressioni contrarie crescono, forti della diffida di Civiltà cattolica (1990): «Non c' è nel Cristianesimo nessuna tecnica capace di causare necessariamente l' unione mistica con Dio». «Yoga, oppio per il cristiano», «incompatibile con la Grazia»: giornali e siti Internet tradizionalisti spingono perché i tappetini sloggino da parrocchie e conventi. Come finirà? «Non ci saranno guerre, siamo tutti contro la banalizzazione», tranquillizza don Magni. Ma qualcosa si muove. «I corsi che lo swami Veda Bharati teneva a San Miniato al Monte sono stati interrotti», si duole Cristina Nobili dell' Himalayan Yoga Institute: «è paura, ma non teologica. Se tutti riuscissero a trovare la via per l' unione con l' Assoluto, ai mediatori terreni resterebbe poco da fare». - MICHELE SMARGIASSI
Repubblica — 03 gennaio 2009

sabato 3 gennaio 2009

2 MILIONI DI EURO PER LA CLOWNTERAPIA - PATCH ADAMS



2 gennaio 2009 - Il ministero per le Pari opportunità, traendo le risorse dal Fondo per le politiche ai diritti e le pari opportunità, stanzia due milioni di euro per sostenere la clown terapia per i bambini ricoverati in ospedale. L’avviso, pubblicato in Gazzetta Ufficiale alla vigilia di Natale, si rivolge alle associazioni del terzo settore impegnate in attività di “clowneria”. Queste potranno presentare oltre ai progetti di clown terapia in ospedale anche corsi di formazione in materia.
Il ministro Mara Carfagna ha dichiarato - come si apprende dall'Ansa - che “l'impatto positivo delle tecniche di animazione comica utilizzate dai clown rendono i pazienti protagonisti attivi nella costruzione della propria gioia e serenità e consentono agli ammalati di affrontare con maggiore efficacia situazioni di malessere, di ridimensionare ansie e paure e di trasformare in senso positivo anche le emozioni negative”. Dunque - ricorda il ministro - l’obiettivo è quello di “stimolare la parte sana della persona, ironizzando sulle pratiche mediche. Così da accelerare il processo di guarigione. Il clown dottore non fa animazione, ma opera un cambiamento terapeutico usando la 'clowneria', la magia, il gioco comico o poetico, come metafora terapeutica per far scaturire l'energia vitale del ridere come emozione-sfondo e stato alterato di coscienza”.

L'ETERNITA' - FAVOLA


L’eternità

di Parisi Cleonice


Sai dove vendono l’eternita'?

Disse un bambino ad un vecchio uomo che scolpiva un pezzetto di legno con un coltellino, seduto su di un tronco.

L’eternità? E cosa te ne faresti piccino? Voglio fare un regalo alla mia mamma, si chiama Monica.

Sta male? Disse l’anziano uomo preoccupato!

No! Rispose il piccolo.

Ma voglio che resti sempre con me!

Capisco piccolo, fammi pensare l’eternità per una mamma, è difficile da cercare bimbo mio. Ma sai a volte le cose si hanno sotto agli occhi e non si vedono! Mentre penso, tu siediti vicino a me!

Il bambino si sedette al fianco al vecchio e prese ad osservare il suo lavoro certosino su quel pezzetto di legno, e poi disse: Cosa stai facendo?

E l’uomo rispose: Una statuina di legno, sono alcuni mesi che ci lavoro!

Lo sai che è davvero bella? Sembra una bambina! E’ una bambina piccolo mio.

E mentre parlavano del più e del meno, il vecchio terminò la piccola statuina. Il bambino era talmente entusiasta dall’opera che dimenticò il motivo per il quale era lì seduto, e quando il vecchio gliela porse dicendo: E’ per te!

Il bambino impazzì di gioia. Ma ci hai lavorato tanto?

Disse poi nel sentirsi in colpa, nel prendere quel piccolo capolavoro.

Bambino tu mi avevi chiesto dell’eternità, ed io te l’ho appena offerta!

Ma è solo una statuina?

Non è solo una statuina, ma è qualcosa che è stato fatto con amore, l’amore è l’unica cosa che conta, l’ amore è l’eternità.

Il bambino tornò dalla mamma colmo di entusiasmo, con la statuina tra le mani dicendo: Mamma ti regalo l’eternità!

La mamma commossa abbracciò il suo bambino dicendo: Amore, io l’eternità c’è l’ho tra le braccia, il mio cuore è nel tuo cuore e li dentro non finirà mai di battere.

E poi aggiunse: Ma chi ti ha dato questa meravigliosa statuina?

Un vecchio signore laggiù. Disse il piccolo.

Lo sai che anche tuo nonno scolpiva il legno? Disse la donna, mentre guardava la perfezione con la quale era stata intagliata la piccola scultura.

Mamma ma il nonno ora dov’è? E’ volato in cielo tanto tempo fa, ma resterà nel cuore della tua mamma per l’eternità. Vieni andiamo a ringraziare il signore!

La donna prese il piccolo per mano e si diresse, verso il tronco sul quale doveva essere seduto l’anziano uomo, non trovando nessuno.Amore sei sicuro che fosse qui?

Si mamma era seduto proprio qui! Disse il piccolo. Guarda c’è ancora il suo coltellino.

La mamma raccolse il coltellino da terra e con gli occhi sgranati lesse quel che era scritto sul manico, “Al mio caro papà, sarai nel mio cuore per sempre. Monica”. Il mio cuore è nel tuo cuore e li dentro non finirà mai di battere, figlia mia. Ricordalo. Disse una voce dal cielo

Il dono atteso


Ho inteso l’inutilità del mio peso,
la caducità della mia età,
l’alternarsi dell’amarsi,
ma ancora sento che è da farsi;

Ho inteso del sorriso il triste viso,
delle parole vere le nere vele,
dell’umanità la sua vanità,
ma ancora sento che qualcosa accadrà;

Ho inteso della malattia il peso,
delle lacrime il sapore acre,
della delusione la nera visione,
ma ancora in me sento la passione;

Ho inteso del domani le nefaste mani,
del mio cedere al troppo credere,
del tormento il freddo vento,
ma ancora palpita in me il sentimento

Ho inteso e compreso
che non sarà la notte
a firmare la mia sorte;

Ho inteso e compreso
che la vita non è un peso
ma un dono atteso.


http://parole.piuchepuoi.it/1144/leternita-favola